Le Donne che incontro col mio lavoro hanno i piedi bene piantati per terra, d’altronde gestiscono dozzine di situazioni che si intrecciano ogni giorno e che richiedono il loro intervento.
Loro sono esperte giocoliere: con un occhio attento cercano di tenere in inevitabile imperfetto equilibrio ogni palla (palla in senso metaforico ma anche come elemento decisamente indigesto), ma con l’altro sbirciano il loro futuro, quel futuro in cui raggiungeranno la vecchiaia.
Alcune riescono a guardarlo dritto in faccia, e magari lo fanno mentre stanno con me, perché finalmente dedicano un tempo senza distrazioni a farlo. E quando lo guardano la loro espressione è per lo più di preoccupazione, di sottile ansia, se non a volte di angoscia. Occasionalmente pure incazzata.
Personalmente credo ci sia una notevole differenza tra invecchiare e vivere a lungo, ma quasi nessuno la analizza con un po’ di calma.
Invecchiare è passivo — è quello che ci succede, e troppo spesso la narrazione collegata a quello che accade in questa fase è negativa, pesante e fortemente pessimista. Vivere a lungo invece è qualcosa di attivo — è quello che scegliamo di creare.
Due verbi potenti secondo me: scegliere e creare.
Molte persone quando dicono invecchiare, intendono diventare fragili, magari inutili, perdere la dignità, trasformarsi in qualcuno che viene percepito come un peso.
Però quando io penso vivere a lungo, prendo in considerazione l’attraversare una fase nuova (l’ennesima) della nostra vita, una fase in cui siamo ancora in grado di scegliere, contribuire, produrre.
Son quindi due cose ben diverse nella mia visione.
Quando lavoro con una donna che mi dice ho paura di non avere abbastanza soldi quando sarò vecchia, io provo a spostare il suo focus verso un’altra direzione: chi vuoi essere e che libertà vuoi avere quando avrai settanta, ottanta, novanta anni? Non quindi cosa hai paura di perdere, ma chi vuoi essere? Come vuoi sentirti?
La pianificazione finanziaria che funziona non è uno strumento magico in grado di cancellare le tue paure, però ti permette di disegnare e costruire il futuro che desideri. Quando cambi le domande che ti fai, cambia tutta la dimensione in cui ti muovi, cambia il rapporto con i numeri e cambia la tua capacità di agire oggi.
Perché qui c’è il punto davvero cruciale: il futuro non ti accade. Non succede per sbaglio, né arriva senza preavviso. Il futuro è un foglio bianco, che verrà popolato certamente anche da situazioni che magari sono inaspettate, ma le cui conseguenze non devono essere altrettanto inaspettate.
Se crediamo che il futuro sia una minaccia — se pensiamo diventerò povera, invisibile, dipendente — allora passeremo i prossimi trent’anni in ansia. E l’ansia, quanto le dedichi con continuità energie, si autoavvera. Quando hai paura, non pianifichi, non investi e non agisci: così i soldi davvero finiscono prima.
Se invece crediamo che il futuro sia un progetto nostro — se pensiamo voglio questa casa, questa vita, questa libertà, questa dignità — allora il presente diventa il luogo in cui agiamo. Un giorno alla volta, una tessera di questo pazzoide puzzle detto vita alla volta.
Quindi quando dico che voglio definire e divulgare una narrazione diversa come pianificatrice finanziaria, intendo dire questo: voglio guidare le donne a spostare la loro mente da una visione limitante, mediocre e soffocante, ad un’altra di pienezza, di prepotente fiducia e sfacciato orgoglio e, il cielo ci perdoni, pure divertimento.
Passare da: Come affronto gli anni potenzialmente spaventosi che verranno?
A: Come creo gli anni meravigliosi che voglio?
Da: Mi preparo alla longevità come a una minaccia
A: Inauguro la mia longevità come una nuova fase — protetta, piacevole, finalmente mia
Perché nella mia esperienza con le donne, la maggiore preoccupazione è l’incertezza, è il fatto di non sapere dove stanno andando con le scelte che fanno oggi, di non aver mai nominato apertamente cosa desiderano davvero, di non aver mai disegnato un piano che sia loro, con loro in quello stramaledetto centro.
Per me tutto comincia da qui, dal cambio di prospettiva, dalle domande giuste, dal non subire e quindi dall’agire.
Poi se volete la mia opinione, non ho alcun dubbio che riusciremo a costruire tutto il resto che ne consegue, perché tanto lo facciamo già tutti i giorni, e non solo per noi, ma per tutte le persone che ci stanno attorno.
Non è forse vero?
Potete scommetterci che è vero. Potete scommetterci tutti gli anni che avete vissuto la vostra vita di donne adulte che è vero, e voi sapete perfettamente di cosa parlo.
www.donnecheparlanodisoldi.it

One Comment
Catia
Brava Virginia! E’ proprio vero bisogna cambiare prospettiva e iniziare dall’agire e non subire.
Queste sono pillole di saggezza che hai fatto bene ricordarci.
Grazie e buona giornata!
Catia